Sito ufficiale del sindacato C.U.B. Salerno
ALL'UNIVERSITA' DI SALERNO ARRIVA LA CUB-SUR PDF Stampa E-mail
Scritto da CUB SUR   
Lunedì 19 Ottobre 2015 10:13

Quando la maggioranza di una RSU firma un accordo, qualsiasi esso sia, la minoranza non potrà più scioperare contro di esso; in caso contrario si rischiano  sanzioni economiche e disciplinari per il sindacato e i suoi delegati.

Questo è quanto precede il Testo Unico sulla Rappresentanza siglato il 10 gennaio 2014 tra da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria.

Chi non aderisce al Testo Unico mantiene intatta la libertà di sciopero ma non potrà più far parte delle RSU e perderà, di conseguenza, le cosiddette agibilità sindacali : permessi, possibilità di richiedere assemblee retribuite, bacheca sindacale. Ciò a meno che non abbia la forza di costituire, contro l'azienda e i sindacati della RSU, una RSA.

Contro questo accordo corporativo che mira a limitare i movimenti dei lavoratori e dei loro rappresentanti si è scagliata la sola CUB che si è rifiutata di recarsi a Canossa a piedi scalzi, di passare sotto le Forche Caudine in segno di sottomissione e di consegna delle armi, lo sciopero, senza gridare allo scandalo.

Ovviamente questa scelta, sul piano nazionale, segue quelle diaboliche sulla scuola, sull’università, sulle pensioni, sull’impianto Costituzionale del nostro paese messo in discussione,  ecc.

Poi ci sono i punti dolenti di casa nostra; l’università e la ricerca e in particolare  l’Università di Salerno: la didattica che non funziona, gli studenti che sono bistrattati, la mancata distinzione e valorizzazione del personale tecnico che lavora rispetto ai lavativi che, probabilmente, hanno dimenticato cosa sia il lavoro, l’ostinato silenzio del rettore su questi aspetti, il caso Ruggi recentemente balzato alla cronaca.

La CUB dell’ Università di Salerno, settore della  più ampia anima che nella CUB racchiude tutto il Pubblico Impiego vuole rappresentare tutti coloro che vorrebbero migliorare l’Ateneo ma sono costretti al silenzio, tutti coloro che sgobbano ma si trovano sullo stesso piano di chi si impegna, nel migliore dei casi, un’ora al giorno con la complicità silenziosa del proprio capo. La CUB Università è al fianco  di coloro che vorrebbero un Ateneo migliore, più vivibile, più umano capace di far conciliare diritti e doveri.

Crediamo  sia giunto il momento di fare una riflessione sugli errori commessi nel passato e non pensare alle proprie sedie o poltrone ma ai lavoratori che sono stanchi di una politica che pensa ai propri interessi personali; tanto che ha eliminato i diritti degli stessi lavoratori.

Per i problemi sopra indicati  vi chiediamo il consenso ma non  l’iscrizione. Almeno per il momento.

 
Messa in sicurezza dell'Università di Salerno PDF Stampa E-mail
Scritto da CUB SUR Salerno   
Giovedì 15 Ottobre 2015 07:11

La legislazione sulla sicurezza e la salute, l’abrogato D.Lgs. 626/94 e ora il D.Lgs. 81/08, pone come esigenza prioritaria  l’istituzione di una forma organizzata per la tutela dei luoghi di lavoro con l’indispensabile coinvolgimento di tutti i lavoratori. Ma cosa significa “mettere in sicurezza un ufficio”?  Eliminare, in modo parziale o totale i rischi e i pericoli attraverso una politica di prevenzione.

La domanda sorge spontanea dopo aver letto un comunicato stampa della Cisl Università di Salerno relativo alla riorganizzazione del terminal bus del campus di Fisciano. Secondo la delegazione della Cisl, infatti, il progetto tecnico presentato non garantirebbe “la totale sicurezza di migliaia di studenti e di centinaia di dipendenti che quotidianamente frequentano i campus universitari e, in modo particolare, il terminal bus”.  Di qui la necessità di un incontro supplementare per proporre, da parte dei vertici dell’Ateneo  e degli uffici interessati, un progetto modificato  che recepisca le richieste sindacali.

Questa la cronaca dalla quale si evince, tra le cose non scritte, lo scarso peso dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. La corsa all'emergenza messa in piedi da Cgil-Cisl e Uil senza avere un minimo di capacità programmatica. Ma anche che il grande problema della sicurezza è dato dalla riorganizzazione del terminal bus. Per carità, il problema esiste; anzi, è sempre esistito ma, come capita in questo nostro Paese, ci si muove dopo la tragedia, in questo caso la morte di Francesca Bilotti.

Meglio tardi che mai! Ma la mia lunga esperienza in questo settore mi spinge a fare una premessa e a dare qualche consiglio.

La premessa. Mettere in sicurezza l’Ateneo non significa lavorare esclusivamente  sulla struttura esterna. Ci sono laboratori e uffici, aule e corridoi. Ebbene, un ufficio può considerarsi sicuro quando rispetta un insieme di requisiti strutturali, impiantistici ed ambientali ; quando al suo interno sono applicate e controllate un insieme di regole e quando è presente un coordinamento di soggetti che si impegnano a garantire le migliori condizioni di lavoro sotto il profilo della sicurezza. In più, un ufficio è sicuro quando tutti i soggetti che in essa lavorano e vivono conoscono ed adottano i comportamenti più idonei per la sicurezza di tutti.

Il consiglio. Molti sono gli uffici  e i luoghi comuni che non rispettano la normativa: dai locali chiusi che ospitano fotocopiatrici ai  loculi che hanno angoli cottura al servizio di gruppi di dipendenti, dalle ciabatte elettriche diffuse in ogni dove alle lana di roccia che penzola dai controsoffitti.

Siamo un bel Campus ma con qualche pecca che diventano tragiche in situazioni estreme ma che preoccupano nella quotidianità. La prevenzione è questa, non latro.

Cosa fare? E’ inutile dire che non basta l’applicazione del decreto legge 81/2008. Bisogna fare di più per tutelare un paese di 50 mila abitanti. Tanto per fare un esempio, qualche anno fa a Crema sono entrate in funzione a due bici-ambulanza che consentono agilità di movimento e velocità in quelle zone dove entrare con i mezzi a motore è vietato o molto complicato. Le due biciclette sono attrezzate per le emergenze e sono dotate di defibrillatore. A guidarle sono due soccorritori abilitati dal 118. Potrebbe essere una soluzione per il nostro Ateneo. Invece di pensare a ridipingere con colori diversi il Campus (vedi “Salerno, l’Università si rifà il trucco”) si potrebbe pensare ad evitare la presenza di ciabatte elettriche, forni, fornellini, cantieri aperti, senza alcuna adeguada limitazione oppure prospicienti gli uffici i cui lavoratori sono costretti a respirare polvere,  e lavorare affinché ogni lavoratore partecipi attivamente nell’interesse della sicurezza e della salute di tutti. Di tutto questo, spesso, ci si dimentica. E a farlo sono soprattutto coloro che dovrebbero difendere i lavoratori.

 
Parere della Cub su atto 157 e 158 del Jobs Act PDF Stampa E-mail
Scritto da Segreteria nazionale cub   
Mercoledì 16 Settembre 2015 05:27

 

 

 

 

La Cub da tempo rivendica quattro tipi di contratti (a tempo indeterminato, a tempo determinatoapprendistatopart time) e il superamento delle infinite forme di lavoro introdotte per precarizzarlo.
Cub ritiene inaccettabile il contenuto del decreto perché, malgrado gli annunci, le tipologie contrattuali continuano a rimanere infinite e l’elenco delle possibili 46 forme disponibili viene solo scalfito con il restringimento del lavoro a progetto e il superamento del lavoro in partecipazione.

 

c.a  Maurizio Sacconi Presidente 11a Commissione
Lavoro, previdenza sociale     Senato della Repubblica
Ai Componenti  la Commissione lavoro Senato
Piazza Madama, 2
00186 ROMA
fax 06/67063676
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Milano 20/04/2015
Oggetto: Parere della Cub  su atto 157 e 158

Invece di affrontare  la crisi creando lavoro e redditi, i nuovi decreti attuativi n° 157/8 perseguono un mercato del lavoro ancor più precario e un arretramento delle tutele nella parte relativa alla professionalità e la retribuzione.
La Cub aveva espresso ferma contrarietà sull’insieme del Jobs Act  e in essi trova ancor più ragioni per una opposizione radicale.

Nel merito  dell’Atto 157: Maternità

La Cub ritiene che la tutela della maternità, anche dal punto di vista economico, debba avere carattere universale e giudica inadeguato il contenuto del decreto. Esso prevede una semplice manutenzione dell’impianto vigente, il recepimento delle sentenze della Corte Costituzionale ed un allargamento dei tempi di utilizzo dei congedi parentali e del congedo retribuito.

Siamo lontani da una tutela della maternità universale anche dal punto di vista economico e le differenze tra lavoratrici dipendenti, parasubordinate e autonome non risultano colmate.

Conciliazione tra vita professionale e vita lavorativa
Gli interventi per Conciliazione tra vita professionale e vita lavorativa sono assenti.

Nel merito dell’Atto 158 Tipologie contrattuali

La Cub da tempo rivendica quattro tipi di contratti (a tempo indeterminato, a tempo determinatoapprendistato,part time) e il superamento delle infinite forme di lavoro introdotte per precarizzarlo.
Cub ritiene inaccettabile il contenuto del decreto perché, malgrado gli annunci, le tipologie contrattuali continuano a rimanere infinite e l’elenco delle possibili 46 forme disponibili viene solo scalfito con il restringimento del lavoro a progetto e il superamento del lavoro in partecipazione.
Il lavoro somministrato deve essere eliminato e non ampliato attraverso la cancellazione della causale, l’accorciamento dei tempi di impugnazione e la sanatoria per i contratti a progetto illeciti.
Rispetto alle modalità del contratto indeterminato a tutele crescenti la Cub conferma la propria contrarietà e richiede il ripristino delle tutele previste dall’art 18 dello statuto. Conferma identica contrarietà sulle modifiche apportate al contratto a tempo determinato e richiede il ripristino delle causali per il suo utilizzo e la sua limitazione temporale.

Per quanto attiene al part time, deve essere garantita la reversibilità del passaggio part time/tempo pienotempo pieno/part time; eventuali variazioni dell’orario previsto debbono essere volontarie per  non impedire al lavoratore la continuazione o l’instaurazione un altro rapporto di lavoro.

Il contratto di apprendistato deve garantire la giusta formazione e la trasformazione a tempo indeterminato al termine dell’apprendistato; vanno pertanto esclusi  alleggerimenti degli oneri per le aziende e il loro utilizzo come contratti a basso costo.

La Cub è contraria all’allargamento del lavoro accessorio alle aziende e ai professionisti; l’utilizzo dei Vaucher deve mantenere le connotazioni di prestazione occasionale verso singoli e non deve diventare un altro tipo di contratto.

Demansionamento: La Cub esprime netta contrarietà al demansionamento previsto dal decreto perché impoverisce i lavoratori sia con mansioni meno qualificate sia con salari più miseri.
Deve essere ripristinato l’art. 13 dello statuto dei lavoratori che tutela la professionalità acquisita dal lavoratore conquista non solo giuridica, ma anche di civiltà e non si rispetta il dettato Costituzionale sulla giusta retribuzione.

Il possibile declassamento di 1-2 livelli, l’eventuale riduzione del salario e  il raddoppio del tempo per il diritto al livello di inquadramento superiore, rendono i lavoratori subalterni, compatibili e coerenti con gli obiettivi dell’impresa.

La Cub esprime la più netta contrarietà a detta previsione per lo specifico contenuto e per il contesto nel quale viene assunto.

L’intera filosofia del Jobs act sottende una larga discrezionalità concessa ai padroni nella gestione del rapporto di lavoro nel momento che diventa sempre più evidente che non si può sostenere scientificamente che per aumentare la competitività dell'economia sia necessario tagliare i diritti dei lavoratori, rendere più facili i licenziamenti e più vantaggiose e flessibili  le assunzioni.
L'unica via per uscire da una recessione di portata storica è mantenere stabile e tutelato il lavoro elevare la sua qualità, stimolando le competenze dei lavoratori e curando l'innovazione tecnologica attraverso la ricerca e gli investimenti.
Precarizzare selvaggiamente il mercato del lavoro, come prevede il Jobs Act, favorirà un calo della propensione a studiare, formarsi e specializzarsi, perché il basso livello dei salari renderà poco conveniente un percorso di studi.

I lavoratori non escono con i contenuti di questi decreti dalla palude del precariato e del sottosalario, ma  vi vengono sempre più spinti.

 
LA JOHNSON CONTROLS DI CICERALE NON FINISCE MAI DI STUPIRCI ENNESIMA VITTORIA PDF Stampa E-mail
Scritto da SEGRETERIA PROVINCIALE CUB SALERNO   
Martedì 20 Gennaio 2015 19:07

Continuano le condanne da parte del Tribunale di Vallo della Lucania, per la multinazionale Johnson Controls di Cicerale per avere ancora una volta tentato di colpire il nostro responsabile Provinciale ALLCA-CUB Savino Aniello.

 

Il ricorso è stato attivato dalla CUB di Salerno, con a capo il Segretario Provinciale Giuseppe Salvati (Confederazione Unitaria di Base) con l’ottima assistenza degli avvocati, Filomena Foccillo e Sonia Siniscalco.

Con la sentenza N. 927/2013, del  13/11/2014  il tribunale di Vallo della Lucania sezione lavoro, ha accolto l’ennesimo ricorso del lavoratore Aniello Savino penalizzato, come “spesso accade”, dall'azienda per un provvedimento disciplinare. Il Savino era stato convocato nell’ ufficio Amministrativo in data 24.01.13 e che, in quella sede, gli era stato contestato, in forma esclusivamente verbale, un illecito disciplinare, in presenza di testimoni. Successivamente, dopo che lo stesso aveva chiesto di giustificarsi sempre in forma orale con l’ausilio di rappresentanti di categoria, gli arriva una amara sorpresa, invece di essere sentito verbalmente, in data 30.01.13, riceve per iscritto la sanzione disciplinare di tre ore di multa, che la datrice provvedeva a trattenere sulla busta paga di febbraio 2013 con l’importo di € 26,54.  In diritto, si osserva che l’art. 7 della l. 300/70 prevede espressamente, con norme che costituiscono principi generali di civiltà giuridica, che “il datore di lavoro non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza avergli preventivamente contestato l'addebito e senza averlo sentito a sua difesa” e che “i provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale, non possono essere applicati prima che siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione per iscritto del fatto che vi ha dato causa. In merito a queste “distrazioni aziendali, forse per puro caso"

La Johnson Controls interiors srl, che produce componentistica per la casa madre Fiat, è stata ancora una volta condannata; alla restituzione delle tre ore di multa e al risarcimento delle spese.

Non riusciamo a capire questi comportamenti assurdi che continuano ad usare nei confronti sempre e solo dei nostri affiliati sindacali, ribadisce il Salvati. Continuano ad interpretare la legge e le regole a proprio piacimento. Ovviamente Il perdurare ancora di comportamenti discriminatori e anti democratici, sicuramente ci porterà a continuare e  a vigilare sul rispetto della democrazia, che da un pò di anni è venuta meno grazie anche all'avvallo di figure sindacali compiacenti. I nostri iscritti chiedono solo di poter svolgere il proprio dovere.

 
GIUSTIZIA PRESSO APPALTO EDISU DI SALERNO PDF Stampa E-mail
Scritto da segreteria provinciale cub salerno   
Mercoledì 11 Giugno 2014 15:17

 

La nostra RSA Bellavista Marianna deve rientrare sul suo posto di lavoro.

Ancora una vittoria per la CUB. Questa volta a piegare la testa davanti alla giustizia e alla bravura del collegio legale  messo in campo dal sindacato, è stata la Team-Service arl società che  ha in gestione  il servizio di ristorazione e pulizie presso A.D.I.S.U. di Salerno. “Si tratta dell’ennesima vittoria- sottolinea il Segretario Provinciale Cub Salerno Giuseppe Salvati- resa possibile grazie all’impegno e alla professionalità degli avvocati, Giuseppe Marziale e Patrizia Totaro. Il Tribunale di Napoli ha, infatti, stabilito che  la R.S.A.- Cub  Marianna Bellavista, deve ritornare sul posto di lavoro presso la mensa A.D.I.S.U. di Salerno, dopo che alla stessa gli era stato comunicato di recarsi a lavorare a Napoli presso altri appalti in gestione dalla Team Service. “Non siamo che all’inizio di lunghe rivendicazioni in azienda”,  aggiunge il Segretario Provinciale Cub di Salerno Giuseppe Salvati convinto che la difesa   dei lavoratori sia prioritaria rispetto ad altre rivendicazioni. “Bisogna riportare la legalità e trasparenza sui luoghi di lavoro, i capricci aziendali o dei committenti non possono pagarli i lavoratori e noi lotteremo contro tutte le ingiustizie che si verificheranno sui posti di lavori”. Salvati non rinuncia a bacchettare anche i sindacati confederali; “la legge sulla rappresentanza garantisce il posto ai sindacati storici che, però, hanno da tempo dimenticato il rapporto con il lavoratore”. Noi, in un periodo di crisi,  intendiamo rimettere al centro il  lavoratore e il lavoro”.

 
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