Sito ufficiale del sindacato C.U.B. Salerno
Grave situazione presso l’Università di Salerno. PDF Stampa E-mail
Scritto da GIUSEPPE SALVATI   
Martedì 12 Luglio 2016 12:30

Comunicato stampa

 

 

In un momento di forte crisi economica gli organi competenti avrebbero dovuto adottare misure di salvaguardia sul personale addetto alle pulizie presso la cittadella Universitaria di Salerno, chiamata Campus Universitario. Operai che da oltre 20 anni operano all’interno del perimetro universitario per permettere una vivibilità migliore a chi lo frequenta. Personale che è diventato di fiducia per tutti coloro che quotidianamente partecipano alle attività della nostra struttura. Lavoratori che guadagnano pochi euro ed hanno condizioni familiari piuttosto disagiate. Giuseppe Salvati sottolinea che l’azienda aggiudicatrice dell’appalto, la Gioma Facility Management srl, vincitrice con un ribasso del 40,62% , con un’offerta di 120 mila ore annue a fronte delle 155 mila dichiarate dalla Ditta uscente Fisciano Sviluppo spa, poteva rientrare nelle spese solo tagliando le ore dei lavoratori, che già operavano con un contratto part-time di 22 ore settimanali, scese ora a 15. I vertici universitari non hanno saputo o voluto prendere iniziative per risolvere errori incomprensibili. Si danno le colpe a noi sindacati, è facile accusare i sindacati, però resta difficile rimediare a errori gestionali. L’azienda entrante ha stravolto tutte le norme e tutte le leggi non assumendo con passaggio diretto ed immediato, ha provveduto a fare assunzioni ex novo con contratto diverso e con abbassamento della paga orario. Inoltre Giuseppe Salvati ritiene che si vivrà una calda estate. Abbiamo dato mandato ai nostri avvocati per affrontare tutte le questioni nelle sedi opportune.  La Cub metterà a disposizione dei lavoratori gratuitamente i propri legali. “Lavoreremo a 360 gradi e dove si potrà intervenire sicuramente lo faremo”, per debellare questo male che si sta sviluppando in tutto il paese.

 
Fonderie Pisani PDF Stampa E-mail
Scritto da SEGRETERIA PROVINCIALE CUB SALERNO   
Mercoledì 16 Marzo 2016 20:46

 

 

La scrivente O.S. in merito agli eventi che in mattinata si sono verificati presso le Fonderie Pisani, non giustificando il comportamento degli operai, dando però piena solidarietà alla salvaguardia del lavoro e dei lavoratori, come sede Provinciale ci sentiamo uniti e coinvolti al rispetto delle leggi e alla salvaguardia della salute sia dei lavoratori che di tutta la popolazione. Seguiremo da vicino l’evolversi della situazione e che come tutti,  anche noi ci sentiamo il dovere di chiedere agli organi competenti di far rispettare le norme e leggi con piena attuazione, affinché si trovi una strada idonea per il buon funzionamento dell’azienda e al rispetto della salute di tutti i lavoratori e popolazione.

 
Fumo e presenze all'Università di Salerno PDF Stampa E-mail
Scritto da Vincenzo Greco   
Giovedì 10 Marzo 2016 07:39

In questi giorni i quotidiani hanno pubblicato la condanna, confermata dalla Cassazione, della RAI in materia di fumo passivo subito da una giornalista, ora in pensione. Ad avviso della Suprema Corte, circolari e direttive “non costituiscono, evidentemente, misura idonea a contrastare i rischi da esposizione da fumo passivo”.

I cartelli con la dicitura “vietato fumare” e con l’indicazione del responsabile non servono a nulla.  Ecco perché il cosiddetto “approccio persuasivo e non repressivo”, scelto anche dal nostro Ateneo, rimane sempre inascoltato. Lo dimostrano i corridoi, i locali di passaggio utilizzati dai patiti della sigaretta come vere e proprie “smoking house”. L’Università è quindi responsabile del mancato rispetto della normativa vigente. 

Ora rebus sic stantibus, per la proprietà transitiva giudichiamo priva di effettiva efficacia la circolare sull’orario “di servizio e di lavoro” del 4 marzo 2016 che reitera quanto già contenuto nella circolare n. 81425 del 2007.

Per carità, condividiamo il contenuto della stessa che però non inciderà né sui “diversamente assenteisti”, i cosiddetti scaldasedie, né sul rispetto della stessa se non è accompagnata da una stretta in senso repressivo attraverso verifiche a campione costanti e ripetute.

D’altra parte, se ci sono violazioni, l’amministrazione dovrebbe conoscere i colleghi che hanno superato il limite massimo di ritardi, accumulato il limite massimo di mancate timbrature, ecc. Insomma, le circolari ci sono per essere rispettate, non serve rimetterle in circolazione.

 
La nuova toponomastica dell’Università PDF Stampa E-mail
Scritto da CUB SUR   
Giovedì 03 Marzo 2016 19:28

Con queste nuove denominazioni viarie l’Università di Salerno ha deciso di proseguire nel processo di damnatio memoriae, quella pratica che durante l’epoca Romana prima e medioevale poi veniva utilizzata per cancellare il ricordo di un nemico, di un condannato postumo o del precedente signore locale inviso a quello nuovo, cancellandone il nome (deletio nominis) e distruggendone stemmi e simboli. Via degli Oceani, via delle Stelle, via dei Pianeti, via dei Giochi Olimpici oppure via dell’Evoluzione, tanto per fare alcuni esempi, sono così anonime quanto scollegate dal ruolo di insegnamento che dovrebbe sottendere ad una istituzione come l’università.

Manca, infatti, tranne qualche eccezione, una toponomastica che passa attraverso l’esempio, la testimonianza e il ricordo di persone che hanno dato la loro vita per il nostra Paese e la nostra città. Avremmo preferito questa seconda scelta, così come avremmo preferito una sorta di coinvolgimento di tutti i dipendenti.

Ma, evidentemente, questa soluzione democratica non appartiene a chi governa l’Ateneo.

Ma rimaniamo in tema di toponomastica universitaria per raccontarvi cosa chiedono alcuni senatori accademici.  Piccola premessa:  “Per farsi dei nemici non è necessario dichiarare guerra, basta dire quello che si pensa”; utilizziamo la frase di Martin Luther King per esprimere la nostra contrarietà alle richieste, presentata dai senatori Claps e Trivelli nel corso della seduta del Senato Accademico tenutasi il 1° marzo, di intitolare tre strutture alla memoria di Carmine Pecoraro, collega morto durante l’orario lavoro, e di Francesca Bilotta, la studentessa deceduta nel tragico incidente del terminal bus (proposta Claps); il secondo, Trivelli, alla memoria di Michele Basile, operaio edile morto nel 2005 in un tragico incidente sul lavoro in un cantiere dell’Università.

Crediamo che non sia questa la strada per ricordare; e poi, perché dovremmo ricordare tizio e non caio; qual è la valutazione che fa pendere l’ago della bilancia a favore dell’uno o dell’altro? L’iscrizione al sindacato, l’attività lavorativa, la disponibilità e celerità nello svolgimento del proprio lavoro?

Non è questo il senso della memoria storica di cui parliamo noi, quella che troviamo scritta sui libri e che quasi mai diventa memoria personale, parte integrante del nostro essere. Questo è il ruolo dell’Università e, quindi, di chi governo l’Ateneo: Rettore, Senato Accademico Consiglio di Amministrazione.

 
27 gennaio 2016, il silenzio dell’Università di Salerno PDF Stampa E-mail
Scritto da Vincenzo Raimondo Greco   
Giovedì 28 Gennaio 2016 18:45

La richiesta del nostro iscritto e candidato alle elezioni per il rinnovo del Senato Accademico  inviata al Rettore, al Consiglio di Amministrazione e al Senato Accademico dell’Ateneo di Salerno

Ieri 27 gennaio mentre in tutta Italia si celebrava il “Giorno della Memoria”; mentre nelle scuole e nelle Università si svolgevano incontri e dibattiti sul tema; mentre gli ormai pochi sopravvissuti dell’eccidio nazi-fascista raccontavano la loro storia nelle sale cinematografiche e nelle aule, l’Università di Salerno ha preferito glissare sull’argomento; troppo impegnata in altre vicende, evidentemente ritenute più importanti.

Da diversi mesi il gruppo Memoria e Legalità ha presentato al Rettore, al Consiglio e al Senato Accademico una richiesta di finanziamento per le attività da mettere in campo nel 2016. Ma il silenzio, finora, è stato preoccupante tant’è che sono stati sospesi gli incontri in programma (quello del 21 gennaio e del 9 febbraio, quest’ultimo organizzato in simbiosi con il Conservatorio Musicale di Avellino, ecc.) mentre quello svolto, lo scorso dicembre, nell’aula magna di Medicina si è concretizzato grazie all’impegno dei ragazzi dell’associazione Globuli Rossi.

Il fatto che il Senato abbia istituzionalizzato il Giorno della Memoria non significa nulla se poi non viene formalizzata la costituzione della Commissione che dovrebbe, nelle intenzioni di quanto stabilito dalla delibera, organizzare gli eventi legati al 27 gennaio.

Le proposte che il Gruppo Memoria ha formulato non si improvvisano, anzi sono il frutto di un lavoro lungo e complesso che dura da diversi anni.  In questo senso va interpretata una lettera sul lavoro svolto nel 2015, a conclusione del progetto “La memoria non va in vacanza”, indirizzata al Rettore, al Consiglio e al Senato Accademico.

Proprio per questo duole constatare che nessuno dei destinatari della lettera abbia speso una parola, un intervento, un impegno per la prassi pluriennale e volontaristica messa in campo in questi anni.

C’è sempre tempo per invertire il senso di marcia e dare concretezza alle dichiarazioni di principio. E’ quello che mi auguro; è la richiesta che avanzo al Rettore, al Consiglio e al Senato Accademico ancora in carica.

 
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